Il kefir e la digestione
La dispepsia è un disturbo comune in molte persone. Mangiare fuori pasto, bere un bicchiere di vino in più o semplicemente uno stress emotivo, possono causare quel fastidio comunemente chiamato “cattiva digestione”.
Dolore addominale, nausea, acidità, sono tra i sintomi più conosciuti della dispepsia.
Spesso questi fastidi si presentano dopo un periodo in cui siamo statai ammalati ed abbiamo assunto antibiotici. La flora intestinale, infatti, può essere compromessa dal nostro stile di vita, dalle nostre abitudini alimentari, dai farmaci che assumiamo. Le pareti intestinali, hanno la funzione di dividere quello che verrà assorbito dal nostro organismo e quello che verrà scartato. Se la flora batterica non è sana, queste pareti non svolgono al meglio la loro funzione ed iniziano ad infiammarsi, provocando così tutti i fastidi di cui abbiamo parlato.
Nei casi di dispepsia cronica, è opportuno mantenere vivi i batteri buoni che popolano il nostro intestino che, come abbiamo già visto in passato, è un organo importantissimo per tutte le nostre funzioni vitali.
I batteri “buoni”, prevengono le infezioni dei batteti patogeni, dei virus e dei funghi.
Non esiste una dose prestabilita da assumere giornalmente, ogni persona è differente e deve valutare la dose che fa per lei, ascoltando il proprio organismo.
E’ bene iniziare per gradi (leggi qui) e cercare di assumere il kefir di latte a stomaco vuoto come consigliato dal prof. Mario Marani, biologo nutrizionista e convinto sostenitore dell’uso dei probiotici nella dieta quotidiana (leggi qui)
Si consiglia di seguire un’alimentazione anche ricca di prebiotici che, sono il nutrimento dei probiotici.
